Oleolito di iperico ovvero "uogghiu pricò"

Tra due giorni è San Giovanni, un santo legato , nella nostra cultura, a tante tradizioni, a volte superstizioni e ad un 'erba chiamata appunto l'erba di San Giovanni o iperico.

Gelo alla Cannella

Insieme al biancomangiare, al gelo di limone e a quello di anguria, è un dolce tipico della tradizione siciliana.

Granita siciliana al pistacchio.

Come ho già detto in un post precedente, i gusti della granita in Sicilia sono tantissimi: ci si sbizzarrisce anche con nuovi sapori rispetto a quelli classici della tradizione...

Maccheroncini con ceci verdi

Non mi era mai capitato di cucinare i ceci verdi; ho dei ricordi di bambina in cui, quando qualcuno ci regalava un bel mazzo di ceci...

Polpettine di zucchine

Oggi una ricetta da preparare in velocità : bastano due zucchine, due uova, del pangrattato e del parmigiano, sale, pepe e olio per friggere.

lunedì 16 gennaio 2017

Fritto misto di recupero



Chi mi segue sa già che la mia filosofia green è "non si butta mai nulla". Capita, soprattutto dopo le feste di ritrovarsi nel frigo un'accozzaglia di ingredienti e di non saperci bene cosa fare. Oggi è uno di questi casi, appunto, e malgrado io preferisca le cotture leggere, penso che ogni tanto un buon fritto non possa che far bene, se non altro all'umore!
                                   
                                       

Mi era rimasto del baccalà: tolgo le lische e la pelle, lo taglio in fette quasi regolari, lo asciugo.


Preparo un misto di pangrattato, farina di mais, erba cipollina tritata, peperoncino e ci impano il pesce senza usare uovo.


Faccio cuocere in una padella antiaderente con poco olio e a bassa temperatura in modo cheil pesce si cuocia bene anche all'interno.


Se non avete la farina di mais, potete impanarlo semplicemente con della semola di grano duro.


Preparo intanto una frittata sbattendo 3 uova con un cucchiaio di parmigiano, sale e prezzemolo tritato. Verso in una padella e in tanto che si rapprende lo strato inferiore, sistemo delle fettine di ricotta che mi era avanzata.



Qiando lo strato sottostante è cotto, chiudo a mezzaluna la frittata, faccio cuocere per qualche altro minuto, quindi tolgo dal fuogo e faccio asciugare bene su carta da cucina.


                                      

Avrete sicuramente del pane raffermo: nessun problema! Tagliatelo a fette, passatelo in un uovo sbattuto e tuffatelo in olio d'arachide caldo. Un piatto che ricorda l'infanzia!



Assemblate le preparazioni con qualche verdura che vi piace e....buona cena!

lunedì 9 gennaio 2017

Liquore ai mandarini



Questo liquore è delizioso sia come digestivo, sia come ingrediente fondamentale nei miei dolci: lo uso spesso per preparare la bagna per il pan di spagna di alcune torte alla frutta.


La provenienza degli ingredienti principali è del mio giardino: ho un bell'albero di mandarini e un alberello di kumquat.


Servono 10 mandarini, 10 kumquat, mezzo litro di alcool, 300 g di zucchero, mezzo litro di acqua. Mettete in un barattolo le bucce dei mandarini prive della parte bianca e i kumquat; ricoprite con l'alcool e ponete il barattolo ben chiuso, al buio, in una dispensa per 20 giorni. Passato questo tempo, preparate lo sciroppo con lo zucchero e l'acqua, facendo bollire qualche minuto; fate raffreddare e unite all'alcool filtrato. Mettete in una bottiglia e fate riposare per un mese almeno; all'inizio apparirà leggermente torbido ma con il tempo acquisterà trasparenza e un colore più aranciato.

                     

Tutto il profumo della Sicilia!

giovedì 5 gennaio 2017

Salsiccia e "sinapu" (senape)


E' un classico della tradizione ragusana abbinare la nostra inimitabile salsiccia ad una verdura amarognola ma molto gustosa: l'una non può prescindere dall'altra, sono una coppia inseparabile!


La verdura, senape o "sinalu" in dialetto, va ripulita togliendo i rametti più duri e legnosi, va lavata molto bene e lessata in abbondante acqua salata.


Si toglie dall'acqua di cottura e si strizza molto bene per togliere tutto il liquido che trattiene. Si condisce con abbondante olio extravergine d'oliva e peperoncino. Qualcuno mette del succo di limone ma a me non piace.


Intanto si fa lessare la salsiccia in modo che scarichi un po' di grassi.


Alla fine si toglie dall'acqua e si fa sfumare un bicchiere di vino rosso in modo che ne acquisisca il profumo.


Servire caldissimo possibilmente con dell'ottimo pane casareccio e dell'ottimo Nero d'Avola.

lunedì 2 gennaio 2017

Vellutata di porri e zucca


Si dice sempre che dopo le abbuffate delle feste bisogna proporre piatti disintossicanti e leggeri, ma io a dir la verità, zuppe come queste, le preparo molto spesso. Vi chiedo scusa per la mancanza di foto durante la preparazione, ma è talmente semplice che sono quasi inutili. Mettete in una pentola 300 g di porri tagliati a rondelle, 300 g di zucca, 1 patata a tochetti. Fate rosolare leggermente con un filo d'olio extravergine, quindi aggiungete del brodo vegetale caldo e fate cuocere per 30 minuti circa. con un mixer ad immersione frullate il tutto, regolate di sale. Servite con crostini di pane tostato, scaglie di parmigiano e olio extravergine d'oliva a crudo. E' meravigliosa!


mercoledì 28 dicembre 2016

Albero di panettone al pistacchio


Siamo ancora in pieno periodo natalizio: vogliamo salutare il nuovo anno con un bel dolce? Quest'anno mi sono cimentata nella preparazione del panettone, a volte con successo a volte con qualche errore. Questa variante è risultata molto gradita ai miei ospiti, quindi la condivido con voi. La ricetta è quella che trovate qui spiegata passo passo.


Al momento in cui dovete aggiungete le gocce di cioccolato, sostituite la metà del peso con  125 g di pasta di pistacchio.


Fate amalgamare bene.


Abbozzate la forma dell'alberello in modo che poi vi verrà più facile sistemare l'impasto nello stampo apposito.


Ecco fatto: pronto per l'ultima lievitazione.


Ed eccolo appena sfornato; fate raffreddare mettendolo a testa in giù (infilzatelo con due ferri da calza alla base).




Decoratelo come più vi piace: ho utilizzato del cioccolato bianco fuso e dei confettini colorati; in cima ho attaccato un biscotto a forma di stellina.

lunedì 26 dicembre 2016

Risotto giallo in verza

 

Voglio proporre un risotto delicato ed elegante ma nello stesso tempo leggero. Dopo i pranzi luculliani del Natale questa ricetta  ci consentirà di servire un primo elegante ma non esageratamente calorico. Potremo accontentare anche i nostri amici vegetariani o vegani (omettendo il formaggio).


Gli ingredienti (per 4 persone): 
400 g di zucca,  4 foglie di verza, pomodorini secchi, semi di zucca e mandorle pelate, zafferano in pistilli, 100 g di pecorino, una cipolla piccola, 320 g di riso Carnaroli, un bicchiere di vino bianco, olio extravergine d'oliva, brodo vegetale, timo, sale e pepe.
Fate soffriggere la zucca e la cipolla in una padella. Coprite con il coperchio fino a che sia diventata morbida. Aggiungete qualche pomodorino secco. Frullate il tutto per ottenere una crema omogenea.


Intanto sbollentate le foglie di verza per due minuti per ammorbidirle un po'.


Toglietele dalla pentola passatele in acqua ghiacciata e fatele asciugare su un canovaccio.


Fate tostare il riso in olio extravergine d'oliva, quindi fate sfumare un bicchiere di vino bianco e completate con del brodo vegetale. A metà cottura aggiungete la purea di zucca, i pistilli di zafferano  e ultimate.


Prima di servire aggiungete i dadini di pecorino  e delle foglioline di timo.


Durante la cottura del risotto avrete fatto tostare le mandorle e i semi di zucca in forno.


Utilizzate le foglie di verza come contenitore e completate il risotto con i semi tostati. Provatelo!

venerdì 23 dicembre 2016

"'mpanata" di palombo


Cena della Vigilia a Scicli equivale a "mpanate" e "pastizzi" con ogni possibile ripieno, ma rigorosamente quelli! Chi li fa di carne, chi di pesce, chi di verdure ma non si scappa! Guai ad evadere dalla tradizione. Parola d'ordine è sempre "quest'anno ne dobbiamo fare poche" ma è solo teoria, un volersi lavare la coscienza prima di peccare. Risultato: quantitativi industriali da smaltire per tutto il periodo festivo! Non ci possiamo fare nulla: noi "terroni" non badiamo mai alle quantità; siamo generosi e abbondanti nel DNA.
Comunque, abbandonata la premessa, oggi vi preparo l'impanata con il pesce palombo. Questa ricetta ha tantissime versioni: solo nella mia famiglia mia zia Lidia la riempie con patate e melanzana fritta, mia zia Rosina mette uno strato di spaghetti al pomodoro sotto il pesce, mia zia Concetta invece fa questa versione un po' più light che vi presento oggi.

                                     

Il pesce palombo si acquista già spellato, quindi non è un pesce problematico.


Va impanato con semola di grano duro e fritto.


Dopodichè va privato della lisca centrale.


Intanto si fa tostare del pangrattato con olio extravergine d'oliva, peperoncino e sale.


Si pelano delle patate, si tagliano a rondelle e si insaporiscono con prezzemolo, aglio, sale e pepe.


Preparate un impasto di semola di grano duro, acqua tiepida, un pizzico di lievito di birra e due o tre cucchiai d'olio (per una mpanata calcolate 300 g di semola) fino ad ottenere un bell'impasto sodo. Fate lievitare una mezz'oretta, stendete un disco con il mattarello del diametro di 30 cm circa.
Sistemate un po' di pangrattato su metà del disco.


Fate un primo strato di patate e quindi di pesce al quale avrete aggiunto dei capperi.


Condite con della passata di pomodoro.


Completate con un altro strato di patate e infine altro pangrattato e un filo di olio extravergine d'oliva. Chiudete la focaccia coprendola con l'altra metà del disco. Sigillate bene i bordi perchè il ripieno non fuoriesca in cottura.  Passate un filo d'olio sulla superficie della focaccia. Infornate a 200° per mezz'ora .


Eccola pronta!



Buona cena della Vigilia e Buone Feste!