lunedì 29 maggio 2017

Tartare di tonnetto con fave verdi


Mi piace molto il pesce fresco crudo o marinato: abbiamo la fortuna, nelle nostre zone, di trovare facilmente del pesce freschissimo e io ne approfitto per godere del sapore del mare.


Alcuni giorni fa ho trovato un piccolo tonnetto; l'ho sfilettato e tenuto in freezer  tre giorni per sicurezza (essendo un pesce azzurro).



Ho tolto la pelle e con un coltello affilato ho ricavato una bella tartare.


L'ho fatta marinare un paio d'ore (in frigo) con olio extravergine d'oliva, succo d'arancia, foglioline di timo, pepe nero. Ho sistemato la tartare nel piatto e ho salato con dei granelli di sale nero. Come contorno ho scelto di accompagnarla con un'insalatina di fave verdi sgusciate e delle zucchine panate al forno.




mercoledì 24 maggio 2017

Tagliatelle con pesto di bietoline

 

Un primo veloce con un condimento a crudo, molto fresco, estivo e dal gusto delicato: oggi per voi tagliatelle al pesto di bietoline. Ci vuole giusto il tempo che la pasta cuocia.


Scegliete le foglioline tenere della bietola (la varietà che ho nell'orto è quella colorata), lavatele, togliete i gambi e mettetele in un frullatore.


Aggiungete il succo di un limone e un'erba aromatica che preferite; versate dell'olio extravergine d'oliva e un cucchiaio di mandorle tostate.


Frullate il tutto ed è pronto!


E' buonissimo anche  per le vostre bruschette; regolate di sale e se vi piace aggiungete del pepe.


Insaporite la vostra pasta e completate il piatto con granella di mandorle tostate; io andavo di fretta e le ho messe intere! Buon appetito.

lunedì 22 maggio 2017

Fiori di zucca ripieni

 

 I fiori d zucca sono una prelibatezza dell'orto, veramente preziosi anche per la ridotta quantità che se ne può recuperare. Li utilizzo spesso come condimento per la pasta insieme alle zucchine, oggi invece saranno protagoniste per un secondo davvero sfizioso.


Lavate i fiori e delicatamente eliminate il pistillo centrale che risulterebbe amaro. Lasciate pure i gambi (non si mangiano ma vi renderanno agevole la loro frittura).

                                     

 Per il ripieno condite della ricotta vaccina (la quantità dipende da quanti fiori dovrete farcire) con erba cipollina, un filo d'olio extravergine d'oliva, dei semi di zucca e del peperoncino.


Riempite i vostri fiori richiudendo i petali in modo che il ripieno non fuoriesca.

                                     

Preparate una pastella con farina 00, acqua minerale frizzante e un pizzico di sale in modo da ottenere un impasto denso ma fluido. Immergete i fiori nella pastella e tuffateli in olio d'arachide caldo.


Servite i fiori caldissimi magari accompagnandoli con un contorno di verdurine.

giovedì 18 maggio 2017

Confettura di ciliegie




Adoro le ciliegie e mi dispiace che la loro durata sia brevissima: prima bisogna difenderle dalle gazze  che ne sono ghiotte e poi nell'arco di una settimana sono mature e bisogna mangiarle.


Conserverò la  dolcezza di questi meravigliosi frutti rigorosamente bio, in una confettura per le mie colazioni invernali! La prima operazione è quella più antipatica: bisogna snocciolarle! Usate dei guanti e tutta la pazienza che trovate in giro.


 Ho raggiunto a fatica il quantitativo di 1 kg; aggiungo 500 g di zucchero ( non mi piace troppo dolce).


Spremo un limone e taglio un pezzo della sua buccia che darà aroma alla confettura. Mescolo bene il tutto e lascio riposare una notte in frigo in modo che lo zucchero faccia uscire fuori tutto il succo delle ciliegie.



Metto il tutto sul fuoco dolce e di tanto in tanto rimescolo; se non avete troppo tempo, potete usare la pectina che velocizza molto, ma siccome io oggi sono in vacanza la farò con il metodo classico.


Quando è densa e messa su un piattino si rapprende ( dopo circa 25 minuti), procedo con l'invasatura; tappo bene e capovolgo i barattoli per creare il sottovuoto.



Pronta da gustare! Magari insieme ad un delizioso gelato!



martedì 16 maggio 2017

Gamberetti marinati e kiwi

 

Per tutti gli amanti del pesce crudo e dei crostacei marinati, ecco una versione molto gustosa, che vede i gamberi in compagnia del kiwi in un fresco piatto.


Io faccio marinare per un paio d'ore i gamberetti sgusciati in succo di limone  (nel frigo naturalmente, per ovvi motivi).


Condisco quindi i gamberi con sale, olio extravergine d'oliva, peperoncino, foglioline di timo ed erba cipollina (potete usare le aromatiche che preferite).


Affetto i kiwi e condisco anch'essi con olio, sale e una leggera spremuta di succo d'arancia (oppure limone).


Sistemo i gamberetti al centro delle fettine, un altro filo d'olio ed è pronto!

sabato 13 maggio 2017

Linguine di primavera


E' risaputo ormai, per chi mi conosce, che utilizzo sempre solo prodotti di stagione. in questo periodo il mio orto mi regala zucchine con i loro meravigliosi fiori e carote. Per questo ho deciso di farci un bel piatto di linguine, colorate, gustose e con una nota croccante.
Ingredienti per 4 persone: 320 g di linguine, 2 zucchine, 2 carote, fiori di zucca, semi di zucca tostati (30 g), parmigiano grattugiato, olio extravergine d'oliva, 1 spicchio d'aglio.


Tagliare a listarelle le verdure.


Farle rosolare in padella con uno spicchio d'aglio che poi toglierete, e olio extravergine d'oliva. Aggiungere i semi di zucca.


Da ultimo aggiungere i fiori che dovranno soltanto leggermente appassire. Salare e pepare se di vostro gusto.


Fate saltare la pasta al dente con le verdure e servire con un'abbondante nevicata di parmigiano grattugiato.

giovedì 11 maggio 2017

Viaggio nel passato: "a scupa ri curina"




In dialetto si chiama "scupata" (nella foto in secondo piano) : è la palma nana o Chamaerops humilis, pianta spontanea molto diffusa nelle zone mediterranee. Dalle sue foglie i nostri nonni ricavavano delle fibre resistenti che utilizzavano per molti usi: corde, cestini, crini per materassi e scope. Il procedimento per costruire una scopa è lungo: abbiamo cercato di apprenderlo passo dopo passo e di sperimentare quanta fatica era necessaria anche per realizzare semplici oggetti di uso quotidiano.


Si prendono alcuni ciuffi di foglie e si pongono al sole a seccare. Si tagliano anche una trentina di foglie dalla tipica forma a ventaglio, e si fanno seccare.


Dopo alcuni giorni, si saranno ingiallite: a questo punto le mettiamo in ammollo nell'acqua per consentire una migliore  lavorazione: ci serviranno per "fabbricare" la corda che servirà poi a legare la scopa.


Si prendono quindi tre o quattro foglie e si intrecciano attorcigliandole. E così di continuo.


Con un paziente lavoro di dita, la nostra corda piano piano si allunga.


Da un capo della corda si realizza un'asola che viene agganciata alla cintura ( questo passaggio servirà come vedrete a lavorare con la corda in trazione).


Il piede sarà il tirante della corda: ora siamo pronti per legare tra loro i mazzetti di foglie.


Vengono legati, uno dopo l'altro mazzetti di tre foglie ciascuno, realizzando una sorta di collana.


Ora siamo pronti per chiuderla ad anello.


Al centro dell'anello inseriamo uno spezzone di canna che servirà a creare l'alloggio per il manico.


Avvolgiamo quindi la corda, girandola intorno per almeno quindici centimetri.


Si suddividono ora le foglie in tre mazzi pressochè uguali, legandoli temporaneamente con dei pezzi di spago: questo consentirà di far passare più agevolmente la corda tra di essi.


Prima di terminare bisognerà far passare il capo della corda sotto quella attorcigliata come chiusura di sicurezza.


Il lavoro è quasi terminato: la scopa necessita di una messa in piega; con una scure o una forbice dovremo rifilare i bordi.


Adesso è pronta, manca solo il manico e la voglia di utilizzarla. Noi che usiamo quella elettrica, dovremmo ricordarci che per i nostri nonni  rappresentavano anche una fonte, seppur minima, di guadagno: la vendita delle scope realizzate nelle serate invernali o nei giorni di pioggia, contribuiva spesso al sostentamento della famiglia.